Author: pikk

Pasqua, perchè si regalano le uova di cioccolato?

Pasqua è una delle ricorrenze più dolci e amate da tutti. 

L’aria festante ricondotta ad eventi religiosi importanti. L’atmosfera gioiosa creata dai colori delle uova di cioccolato ancora da aprire, da quelle sorprese divertenti e inaspettate e dal calore di una famiglia che si riunisce per festeggiare come la tradizione suggerisce. 

A festive table with a beautiful setting, decorative details, eggs and Easter cake.

La tavola imbandita di tante delizie pasquali e il fine pasto contornato dai dolci tipici della nostra isola: le formaggelle e la tradizionale colomba pasquale. Poi arriva il momento più bello, quello in cui i bambini vengono rapiti dalla curiosità di una sorpresa e i grandi ritornano bambini. L’ aria è quella di una grande festa.

Ma durante la vostra vita vi siete mai chiesti perché a Pasqua si regalano le uova di cioccolato?

L’usanza di regalare uova ha radici nella cultura delle popolazioni pagane, dove questo gesto simbolico rappresentava un modo per augurare fertilità, prosperità e rinascita.

easter egg chocolate

Con l’avvento del cristianesimo nel mondo occidentale, l’uovo fu poi associato alla sacra festività della Pasqua come modo per celebrare la rinascita di Gesù e come simbolo di resurrezione e speranza nella vita eterna.

La tradizione dell’uovo come dono di Pasqua si diffuse poi nel Medioevo e se già in Germania si iniziò a donare delle semplici uova bollite dipinte e decorate con colori naturali, i sovrani dell’epoca erano soliti commissionare delle uova artificiali rivestite con preziosi materiali quali oro, argento e platino che venivano consegnate come dono di corte durante la festività.

La nascita delle uova di cioccolato così come amiamo gustarle oggi è invece attribuita a François Louis Cailler, che nel 1819 inventò nel suo stabilimento svizzero uno speciale macchinario per la lavorazione del cacao.

Thick melted chocolate coating an old metal whisk lying on a wooden kitchen counter with chopped chocolate and a bonbon

L’invenzione dell’uovo di cioccolato con sorpresa si deve all’orafo e gioielliere russo Peter Carl Fabergé, che nel 1887 fu incaricato dallo zar Alessandro III di realizzare un uovo di Pasqua sfarzoso da regalare alla zarina Marija Fëdorovna.

Questo preziosissimo oggetto era decorato con platino, smalti e pietre e come sorpresa conteneva un gioiello al suo interno.

La produzione in serie delle prime uova di cioccolato vuote fu opera, invece, dell’inglese John Cadbury che a fine Ottocento inventò il primo uovo di cioccolato con sorpresa all’interno e diede il via alla commercializzazione del regalo di Pasqua più dolce e più amato da bambini e adulti.

close up of chocolate easter egg with surprise

Un piccolo viaggio nella storia dell’uovo di Pasqua.

Marzo, tempo di CARCIOFO.

Marzo, il mese della primavera.

Anche se fa ancora freddo, questo mese ci proietta con la mente verso i colori, i profumi e le temperature primaverili.

Ma il bello di questa stagione è accogliere le tante primizie che arrivano con essa.

Dagli asparagi ai carciofi la tavola si colora di verde.

Per marzo abbiamo scelto il carciofo.

Raw spiny artichokes isolated on white background

Prima di tutto però è importante dire che il carciofo è un prodotto tipico del nostro paese tanto che l’Italia è il maggior produttore di questo ortaggio con una quota globale del 30%

Esistono molte varietà rinomate e certificate di carciofo tra cui:il carciofo spinoso sardo o il carciofo spinoso d’Albenga (stessa varietà sarda ma coltivata in Liguria), il Paestum IGP, la Mammola verde, il Verde di Palermo, il Violetto di Toscana, il carciofo di Montelupone, il Mazzaferrata di Cupello, il Catanese, il Romanesco, il precoce di Chioggia, il carciofo Brindisino IGP, il Violetto di Provenza e il Violetto di Niscemi.

Quali sono le proprietà e i i benefici di questo ortaggio e quali consigli dobbiamo seguire per la sua migliore consumazione?

I carciofi hanno poche calorie, circa 22 per 100 grammi di parte edibile, e molte fibre, che gli garantiscono un indice glicemico moto basso, che lo rende un alimento adatto ai diabetici. Il caratteristico sapore amaro del carciofo è dovuto ad una sostanza chiamata cinarina, a cui si devono molte delle proprietà benefiche dei carciofo?

I carciofi sono inoltre ricchi di nutrienti quali potassio e sali di ferro, mentre hanno uno scarso contenuto di vitamine. Troviamo poi alcuni zuccheri consentiti ai diabetici, come mannite e inulina, e altri minerali come rame, zinco, sodio, fosforo e manganese.

Gli elementi appena visti conferiscono ai carciofi proprietà utili per il benessere del nostro corpo.

Sono diuretici, abbassano i livelli di colesterolo cattivo, sono ricchi di antiossidanti, aiutano la digestione, regolano il transito intestinale, sono adatti ai diabetici e proteggono il fegato.

Ma come dobbiamo sceglierli e consumarli?

Innanzitutto è bene sceglierli compatti e pesanti, con le punte chiuse e porca barba all’interno. Le foglie esterne devono avere un bel colore verde scuro, senza macchie, mentre quelle interne devono essere tenere e di un colore verde chiaro. Il gambo deve essere sodo al tatto, ma tenero e non ammaccato. Prima di consumarli, bisogna eliminare le foglie esterne più dure, tagliare la punta con le spine e pulire il gambo. Il miglior modo per consumare i carciofi è mangiarli crudi, per beneficiare a pieno delle proprietà antiossidanti ed epatoprotettrici.

Potete consumare le foglie tenere del carciofo in insalata condita con succo di limone, olio extravergine d’oliva, sale e pepe oppure potete sbizzarrirtvi con tante gustose ricette.

Buon appetito!

POLLO ARROSTO DAY

La carne di pollo è la carne più acquistata e più amata dagli italiani e la ricetta che maggiormente viene portata in tavola e il pollo arrosto con le patate.

La carne bianca di pollo è magra, contiene pochissime calorie, è ricca di proteine e per questo molto apprezzata soprattutto da chi vuole potenziare la massa muscolare o dimagrire grazie al suo moderato valore energetico, 100 Kcal per 100 grammi di petto di pollo.

Ma come possiamo capire se ci troviamo di fronte ad un pollo di qualità?

Come primo consiglio è fondamentale affidarsi a un venditore di fiducia che tenga aggiornato il cliente sulla provenienza dei suoi prodotti. Quando si acquista il pollo pre-incartato è molto importante leggere attentamente l’etichetta adesiva che si trova sulla confezione.

Successivamente un passaggio doveroso è controllare che il pollo non abbia striature, filamenti di grasso che, secondo l’allarme lanciato, ne comprometterebbe la qualità ed il valore nutrizionale. La sua forma inoltre ci aiuta nel capire ancora meglio la sua qualità: infatti un petto non troppo largo, molto profondo e lungo, è indice di qualità della carne, mentre un petto molto gonfio e largo è il segnale che ci si trova di fronte a un pollo allevato intensivamente.

Passiamo ora ai benefici che il consumo di questa carne può apportare al nostro organismo:

  • potenzia la massa muscolare
  • rafforza le ossa e le mantiene sane
  • è ricco di magnesio
  • Potenzia il sistema immunitario
  • è un grande alleato del cuore 
  • è molto digeribile
  • è ricco di fosforo
  • aiuta il metabolismo

Trattandosi di una carne dalle mille proprietà e benefici possiamo confermare che la carne di pollo merita un giornata tutta sua.

L’alimentazione sana e di qualità deve essere alla base della vita di tutti. 

Benvenuto Autunno! Cosa arriva in tavola?

Sembrava cosi lontano invece oggi ci ritroviamo ad accogliere l’autunno, una stagione malinconica ma suggestiva nei colori al punto tale che ci regala la sensazione di essere intrappolati in una tavolozza di colori. Le mille sfumature e gradazioni in cui sanno declinarsi a volte creano paesaggi che lasciano davvero senza parole, e lasciano incantati in mezzo alla strada ad ammirare tanta bellezza, la stessa che si può ricreare in tavola, catturando più sfumature possibile e portandole in casa.

Sono tanti e diversi i cibi adatti per affrontare il cambio di stagione nel migliore dei modi e da utilizzare in ricette buone e golose per non perdere mai il sorriso, nonostante il cielo grigio e le giornate più corte.

Con l’autunno in arrivo i cibi che ci vengono subito in mente sono: melograni, uva, zucche, cachi, mele, pere, castagne, funghi, nocciole e chi più ne ha più ne metta. Tutti questi alimenti sono considerati dei toccasana per lumore e il benessere.

Ma volete sapere quali sono i cibi più utilizzati in cucina in questa stagione?

La ZUCCA ne fa da regina perché si presta a moltissime preparazionidolci salate. Al vapore, fritta, al forno, in risotti e zuppe, si sposa perfettamente con formaggi, salsiccia, funghi, porri e tartufi.

Al secondo posto arrivano i FUNGHI, una vera e propria passione per tanti, non solo per il piacere di passeggiare nei boschi durante le giornate di sole e raccoglierli ma soprattutto per poi cucinarli una volta tornati a casa. Questi si adattano a tantissime preparazioni; in cucina trovano la loro migliore espressione nei primi piatti, ma sono perfetti anche per gli antipasti e per accompagnare le carni di selvaggina o la polenta.

A seguire troviamo le CASTAGNE simbolo indiscutibile della stagione autunnale. A differenza della zucca, però, le castagne sono molto caloriche, il che significa che un consumo eccessivo potrebbe favorire l’insorgere di qualche chiletto in più. Dunque è importante mangiare un pò di tutto, ma senza eccedere. In cucina le castagne vengono bollite o arrostite sul fuoco o al forno, oppure utilizzate per farcire carni o per preparare dolci, pasta fresca e zuppe.

Questi sono i nostri consigli, ma la stagione autunnale ci offre tanto altro.

Adesso scegliete voi cosa portare in tavola.

Rientro a SCUOLA: qualche consiglio per ripartire alla grande!

Le vacanze stanno per finire e bisogna prepararsi per il grande rientro a scuola.

Questo momento può risultare un pò difficile. Cambiano i ritmi e la mente deve entrare inquadrare nuovi e diversi obiettivi, ma niente paura, con qualche piccolo consiglio anche l’inizio della scuola può diventare entusiasmante e poco traumatico.

Prima di tutto è importante stabilire nuovi orari. Le vacanze sono state spensierate e senza orari, ma per affrontare il rientro a scuola è bene ristabilire la routine sia per la sveglia che per la nanna.

Scegliete un orario di sveglia che permetta ai bambini di avere abbastanza tempo per fare una buona colazione e prepararsi con calma e senza stress alla giornata.

Per la nanna invece create dei momenti rilassanti, letture e giochi “tranquilli” che permettano loro di riprendere il ritmo del sonno e riposarsi al meglio.

Altro importante consiglio è tornare ad un’alimentazione sana e corretta.L’estate è fatta di sgarri, tra gelati e grigliate, torniamo all’alimentazione giusta per tutta la famiglia.

La merenda, uno dei pasti preferiti dei più piccoli, deve essere leggera e semplice. 

Ora è il momento della preparazione psicologica dei bambini al rientro a scuola. Un pò prima del giorno del rientro iniziamo a parlargli di questo momento in modo tale che si abituino all’idea e affrontino il fatidico giorno con serenità. Una volta sistemato tutto il materiale necessario, preparate insieme lo zainetto e il grembiule. Scegliete insieme i vestiti da indossare e sistemate lo zaino con il nuovo materiale. Coinvolgeteli in tutti i preparativi trasformando questi in momenti di entusiasmo e felicità.

Le vacanze sono sempre speciali ma se organizzato nel giusto modo anche il rientro a scuola può diventare un bellissimo momento.

Agrumi, un gusto unico e mille proprietà.

Gli agrumi sono tra gli alimenti più ricchi di vitamine e minerali come calcio, potassio, ferro e fosforo, vitamina A, B e C.

Questi frutti ci regalano piccole, grandi gioie durante tutto il corso dell’anno: se d’estate vengono apprezzati per l’effetto rinfrescante del tutto naturale, in inverno sono importanti alleati delle difese immunitarie.

Essi sono caratterizzati da una polpa carnosa e una buccia robusta e pur appartenendo alla stessa famiglia delle Rutacee, in quanto a colore, forma e dimensioni i vari agrumi sono ben diversi tra loro.

L’elemento fondamentale che li accomuna tutti è che sono uno più salutare dell’altro.

Ma avete presente la membrana bianca che avvolge ogni singolo spicchio? Vi diamo un consiglio mangiatela fino all’ultimo morso perché è proprio qui infatti che si trovano i flavonoidi, ai quali vengono attribuite proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Gli agrumi sono una vera e propria miniera di VITAMINA C, un alleato naturale in grado di difenderti da starnuti, tosse e raffreddore: è la vitamina C, un elemento essenziale per un sistema immunitario forte e resistente. La vitamina C non dovrebbe mai mancare nel nostro organismo, soprattutto durante i mesi più freddi e farne una bella scorta è facilissimo: basta ricorrere agli agrumi! 

Il BUON NOVELLO.

Come ogni anno, in questo periodo, arriva il vino novello.

Ma a quale vino ci si riferisce quando si parla di novello?

Si tratta di un vino ottenuto interamente dalla vendemmia della stessa annata per questo è un vino giovanissimo prodotto attraverso una particolare tecnica di vinificazione: LA MACERAZIONE CARBONICA.

Questa tecnica consiste nel porre i grappoli di uva interi in contenitori di acciaio previamente saturati con anidride carbonica. In assenza di ossigeno gli acini modificano il loro metabolismo iniziando una fermentazione intracellulare.

Si avrà così la trasformazione di una quantità inferiore di zuccheri della frutta in alcol e questo terrà basso il valore alcolico del vino che ne verrà prodotto, conferendogli il classico gusto fruttato e amabile classico del vino novello.

Per essere chiamato tale, il vino novello deve presentare i seguenti requisiti:

• presentare almeno il 40% delle uve fermentate da macerazione carbonica;

• possedere una gradazione alcolica dell’11% minimo;

• essere sottoposto a un processo di macerazione di almeno 10 giorni;

  • avere un totale di zuccheri residui inferiore a 10 grammi per litro.

Dal colore rosso intenso, con sfumature porpora. Frizzantino, fruttato e fresco al palato, si accompagna bene con ricette a base di prodotti tipici autunnali e in particolar modo con le castagne. Degustare un bicchiere di vino novello accompagnato da caldarroste, castagnacci o primi e secondi piatti arricchiti da castagne, regala attimi di intenso piacere al palato. Il vino novello, inoltre, sprigiona il meglio delle proprie note aromatiche in accostamento con i funghi – sia freschi che secchi – e con i carciofi.

Si consiglia di consumarlo entro sei mesi dall’immissione in commercio e di conservarlo in luogo buio e alla temperatura costante di 20°.

In qualsiasi modo decidiate di accompagnarlo, vale la pena portarlo in tavola.

OTTOBRE, profumo di CARDONCELLO

Ci siamo, è il periodo giusto. Le temperature miti alternate ad acquazzoni, la pioggia e l’umidità creano le condizioni ideali per dar vita ai funghi, una vera e propria miniera di sali minerali, proteine e vitamine, tra cui quelle del gruppo B. Con il loro sapore intenso si prestano alla preparazione di tantissimi piatti.

Inizia, quindi con l’autunno,  il momento d’oro del re del bosco, il FUNGO, e la cucina italiana è quella che più di ogni altra riserva gli riserva un posto d’onore in questa stagione.

Dagli antipasti al dolce, oramai esiste anche il gelato, questi figli dell’autunno influenzano i piatti del periodo per la felicità degli amanti della buona cucina.

Oggi parliamo nello specifico del CARDONCELLO Capatosta dell’Azienda Agricola Maimone, presente sui banchi di tutti i nostri punti vendita.

Questi preziosi funghi, si distinguono per il loro profumo, sapore delicato ma deciso, e ottima resa in cucina. Il fungo Cardoncello in generale contiene mediamente dall’ 85-90 % di acqua, il 4-5% di zuccheri, il 3,8-4% di proteine, lo 0,4-0,7% di grassi. Contiene una buona quantità di vitamine e in esso sono presenti tutti gli amminoacidi principali. Consigliato nelle diete ipocaloriche, per il suo basso contenuto di grassi, è ottimo alimento per abbassare i livelli di colesterolo e aumentare le difese immunitarie.

IdealMarket ama la qualità SARDA.

LA SCOTTONA

Quanti di voi ne conoscono il nome ma non sanno cosa sia? La SCOTTONA non è né una razza di manzo, né un taglio. Il termine fa riferimento all’ età dell’animale al momento di macellazione: una femmina di bovino relativamente giovane (tra i 15 e i 22 mesi) che non abbia ancora partorito.

La scottona è infatti una carne molto raffinata, matura e morbida al contempo. Le piccole infiltrazioni di grasso, chiamate MAREZZATURA, in cottura si sciolgono rendendo questa carne particolarmente gustosa al palato.

Ma dopo aver capito di cosa si tratta, portiamo in cucina la scottona e vediamo in quali modi può essere cucinata. 

Sicuramente si presta a cotture brevi e veloci che mantengano intatto il suo sapore e la sua morbidezza quindi via libera a ricette allo spiedo, alla griglia o in padella.

Ma ecco alcuni piccoli accorgimenti per ottenere un piatto davvero unico:

prima della cottura si consiglia di lasciarla riposare a temperatura ambiente almeno mezz’ora; in fase di cottura si SCONSIGLIA di pungere la carne, in quanto questo gesto farebbe fuoriuscire i succhi e si otterrebbe una carne dura e stopposa mentre una volta cotta si consiglia di far riposare la carne coperta con della carta alluminio qualche minuto prima di servirla.

Adesso tocca voi mettere in pratica i nostri consigli.

In cucina consigliamo solo prodotti di qualità.

Settembre in tavola

La fine della stagione estiva lascia spazio in tavola a tanti prodotti genuini come funghi, mele, pere, fichi, melograno e vino, ottimi alleati nella preparazione di gustose ricette e idee originali per la stagione autunnale.

Il mese di Settembre è anche il mese in cui arrivano le prime piogge, che arricchiscono la vegetazione di una grande varietà di erbe, come ravanelli selvatici e finocchi che giunti all’apice della maturazione presentano delle parti tenere e saporite.

Parlando di frutta invece, quale sarà il frutto protagonista di questo mese?
Senza dubbio l’uva, da gustare sia al naturale, sia come ingrediente di piatti e ricette.

L’uva ha tante proprietà benefiche: è ricca di vitamine A, B1, B2, C, PP e sali minerali, contiene fibre, calcio, ferro, magnesio, fosforo e potassio, aiutando così a combattere l’anemia, migliorare la funzionalità intestinale e problemi legati alla circolazione cardiovascolare. Inoltre abbassa il colesterolo, pulisce le arterie e l’intestino.

Ma attenzione a non mangiarne troppa!

A causa dell’elevata presenza di zuccheri questo frutto è ritenuto molto calorico. Pensate che 100 grammi di uva fresca corrispondono a 60 calorie per per salire a 260 in caso di uva sultanina.

L’orario migliore per mangiarla è la mattina a colazione e si consiglia di non scartare la buccia che, ricca di fibre e polifenoli, svolge un’azione protettiva sull’apparato cardiovascolare e pare che sia anche un ottimo rimedio contro il virus influenzale.

Considerata un ottimo spezza fame, l’uva è il frutto ideale da portare con sé in ufficio per uno spuntino sano ed equilibrato al mattino o nel pomeriggio.

Ogni stagione ha la sua alimentazione.

Partendo dal presupposto che è’ fondamentale
mantenere un corretto stile alimentare tutto l’anno
e per tutti gli anni, sicuramente la stagionalità
degli alimenti e’ molto importante.

Il prodotto stagionale offre ai nostri pasti tutte le qualità
superiori che invece non avrebbe in altri periodi.
Oltre al buon gusto il prodotto deve essere funzionale
alla nostra salute.

In questo periodo estivo e’ molto importante IDRATARSI BENE
e mangiare CIBI LEGGERI che non appesantiscano. E’ fondamentale
non saltare i pasti ma farli sempre completi cercando di tenere sempre
il giusto equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi.

Quindi sono promossi a pieni voti i piatti unici, anche freddi,
tanta frutta e tanta verdura e si anche al consumo dei legumi.

Evitiamo cibi particolarmente calorici e l’abuso di bevande alcoliche

E se in programma abbiamo una serata con amici che prevede mangiare e bere,
facciamolo ma il giorno prima e soprattutto il giorno dopo cerchiamo di
rientrare nei regimi di un’alimentazione sana e controllata.

Mangiare SANO in ogni stagione ci aiuta a stare bene SEMPRE.

Come combattere il grande caldo stando in casa.

5 PICCOLI TRUCCHI.

E’ stata un’estate molto calda e non è ancora finita. Molti hanno finito le ferie e si trovano a combattere il grande caldo in casa. qualche piccolo consiglio dalla famigli Ideal

Se siete in casa create delle correnti che possano tenere fresca la casa.

1.Tenete le finestre socchiuse di giorno e aperte la sera così da non far salire la temperatura delle stanze.

2.Se usate un climatizzatore tenetelo intorno ai 25 gradi (noi al pianeta ci teniamo).

3.Spegnete le apparecchiature che non utilizzate perchè sprigionano calore.

4.Se avete uno spazio verde cercate di creare una barriera così da non farvi arrivare i raggi del sole.

5.C’è chi usa anche un lenzuolo bagnato fuori alla finestra, l’acqua evaporando, rinfrescherà la casa.

ESTATE SICURA, al mare e in città.

Quando arriva l’estate non si vede l’ora di prendere posizione sulla spiaggia per godersi la tintarella. Dopo un lungo periodo dedicato al lavoro, arrivano le ferie e tutti hanno bisogno di aria di mare, di sole e libertà ma non dimenticarti di rispettare le regole imposte non solo dall’emergenza COVID-19, ma anche dal pericolo delle scottature solari.

Il sole fa bene, è vero, ma per trarne i suoi benefici è molto importante conoscere e avvalersi di alcune regole di sicurezza, non solo al mare ma anche in città.

Per arrivare preparati alla stagione estiva, per fortificare la pelle, è consigliato seguire una dieta ricca di frutta, possibilmente con la buccia, e verdura di stagione contenente anti-ossidanti importanti per contrastare i danni del sole.

In spiaggia è molto importante evitate l’esposizione negli orari più caldi della giornata quindi dalle 12 alle 16 tutti a casa al fresco per poi godersi la serata in spiaggia senza pericolo di scottature dannose per la pelle. Anche quando si esce in città o si fa una semplice passeggiata al parco o attività sportiva è fondamentale utilizzare una crema con fattore di protezione alto, sia per Uvb che per gli Uva, raggi che non scottano ma comunque nocivi.

Applica la protezione solare prima di andare in spiaggia e ogni volta che si fa il bagno o comunque ogni 2 ore dall’inizio dell’esposizione. Bagnati spesso la testa e proteggila con un cappello e se puoi indossa il più possibile gli occhiali da sole per dare protezione massima anche ai tuoi occhi.

Quando esci ricordati sempre di mettere in borsa una bottiglietta di acqua fresca e bevi spesso e in piccole quantità perché l’acqua è un elemento essenziale per il tuo organismo. Idratarsi è fondamentale per la salute e il benessere del corpo. Asseconda sempre il senso di sete, anzi se puoi anticipalo bevendo mediamente circa 1,5/2 lt di acqua al giorno.

Tanti piccoli e semplici accorgimenti ti faranno trascorrere le tue giornate estive in totale sicurezza.

Vicino a Casa Ideal

Voi cosa consigliereste ai turisti?

In Sardegna, in qualsiasi stagione si possono ammirare dei paesaggi unici e indimenticabili.

Un territorio speciale per natura, cibi tipici e ospitalità in cui la nostra professionalità e’ nata, tantissimi anni fa e ancora oggi continua a crescere fiera e orgogliosa.

Ogni nostro punto vendita offre l’alta qualità dei prodotti sardi, immancabili accompagnatori di una bella giornata in Sardegna.

Siamo situati in luoghi dove a pochi passi, si possono raggiungere le più belle spiagge o antichi paesi che raccontano da soli una storia magica.

Da qui la nostra voglia di raccontarci e di indicarvi, sulla nostra pagina facebook, delle mete per le vostre giornate.

Unite il cibo e la qualità dei prodotti dei nostri punti vendita alla bellezza
e alla curiosità di scoprire la nostra bellissima Sardegna.

Il valore della scelta

Despar Italia e il Consorzio, sensibili all’emergenza da Covid-19, sostengono la ricerca medica con una DONAZIONE di 500mila euro all’Istituto Spallanzani di Roma.

Il valore della scelta. ❤️

Le Ricette di Mirco: “TRECCIA o CORDULA con PISELLI”.

Cordula è un termine sardo che letteralmente significa corda, è un piatto tipico dell’isola. Per la realizzazione prevede l’utilizzo di interiora di agnello o capretto che vanno intrecciate.

Sa cordula è composta da intestino tenue e crasso, pancia e una rete di colore bianco chiamata sa nappa (parte grassa che riveste le carni dell’agnello); sono gli unici ingredienti che compongono sa cordula, che le mani di abili tessitori trasformeranno in un’autentica prelibatezza.

Il ministero delle politiche Agroalimentari e Forestali ha inserito sa cordula nella lista dei ProdottiAgroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

A voi la ricetta!

Treccia o cordula con piselli

Ingredienti per 4/6 persone

  • 1 treccia da circa 1 kg
  • 1 cipolla tritata finemente
  • 4 cucchiai di olio d’oliva
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 200 gr di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • 500 gr di piselli
  • Q.b peperoncino
  • Q.b sale
  • 1 limone

In una pentola capiente mettete dell’acqua, una presa di sale, un limone tagliato per metà e portate a bollore. Immergete nell’acqua sa cordula e fatela cucinare per 30 minuti. Successivamente scolatela e tagliatela in 6 parti.

In una casseruola aggiungete l’olio e fate soffriggere la cipolla. Incorporate i tocchetti di treccia, che andrete a far rosolare per qualche minuto. Sfumate con il vino bianco, aggiungete il concentrato di pomodoro, la passata, il sale, il peperoncino e fate cucinare per 20 minuti (con coperchio, a fuoco medio). In un secondo tempo, aggiungete in casseruola i pisellini e fate cuocere per 15 minuti.

Servitela ben calda, accompagnata da pane tradizionale sardo.

Buon appetito!

Le ricette di Mirco: “Su Pani’ e saba antigu”.

Su pani’ e saba è uno dei dolci tradizionali più noti dell’isola.

Parliamo di un dolce dal sapore particolarmente netto, dal colore molto scuro e dall’inconfondibile profumo; tradizionalmente preparato in autunno per onorare la festa di Ognissanti e commemorare il giorno successivo i defunti.

Nel corso degli anni la preparazione del pane di sapa ha avuto modifiche e alla versione più semplice, preparata con lievito madre: su pani ‘e saba antigu, si è affiancata una versione più moderna che non necessita di lievitazione lunga ed è composta da farina, zucchero, uova, sapa, lievito in polvere e aggiunta variabile di frutta secca, scorza di arancia secca e uva passa. Tale versione, data la sua praticità e velocità di esecuzione, sta prendendo il soppravvento sulla variante più antica, che prevede lunghi tempi di lievitazione richiesti dal lievito naturale.

Farina di grano duro, sapa, uva sultanina, mandorle, miele e noci sono i singoli ingredienti, dosati in giuste quantità si trasformano in un sorprendente ed esclusivo dolce tipico sardo.

Noi però vogliamo celebrare il pani ‘e saba proprio con la versione più antica: su pani ‘e saba antigu.

Seguite la riccetta del nostro chef Mirco e farete un buonissimo lavoro.

INGREDIENTI per il primo impasto

30 gr di lievito madre in polvere o 70 di frammentu (lievito madre derivante da panificazione casereccia).

250 gr di semola di grano duro

15 gr di miele

100 gr di sapa

90 gr di acqua

Ingredienti per il secondo impasto

90 gr di semola di grano duro

10 gr di acqua

50 gr di arancia candita

50 gr di fichi secchi

70 gr di sapa

250 gr di uvetta ammollata in acqua tiepida

100 gr di noci tritate

2 gr di sale

Q.b cannella

Poiché si tratta di un impasto ricchissimo di zuccheri derivanti dalla sapa, bisogna usare un lievito madre che sia piuttosto attivo.

Come procedere:

in un contenitore capiente, ammorbidite con una leggera pressione delle dita il lievito madre aggiungendo l’acqua e la semola. Impastate il tutto, amalgamando omogeneamente i due impasti. Unite la sapa al miele, incorporate poco alla volta all’impasto di lievito madre e semola affinché l’impasto risulti morbido. Mettetelo in una ciotola e lasciatelo lievitare fino al raddoppio, coperto con pellicola.

Quando l’impasto sarà ben lievitato, procedete con la seconda fase.

Disponete l’impasto lievitato in una spianatoia, aggiungete l’acqua e 30 gr di semola e impastate energicamente. Proseguite aggiungendo la sapa e la restante semola. Aggiungete il sale, l’uvetta, le noci tritate, l’arancia candita e infine i fichi sminuzzati. Continuate a lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto elastico. Lasciate riposare l’impasto un’ora circa e suddividete l’impasto in quattro pani. Disponete i pani in teglia infarinata e lasciate lievitare 8-10 ore. Trascorso il tempo di lievitazione, cuocete i pani in forno caldo a 180°C per 30 minuti.

Togliete dal forno e lasciate raffreddare in un telo di cotone.

Lucidate la parte superiore con la sapa e guarnite con le palline colorate.

Ottobre: il mese della ZUCCA!

Cremosa, colorata e con il suo gusto agrodolce, la zucca è uno delle verdure più versatili in cucina.

Della zucca esistono diverse varietà, ma è bene precisare che il loro valore nutrizionale e le proprietà che conferiscono al nostro organismo restano le medesime. La zucca è povera in calorie, grassi e sodio mentre contiene una buona quantità di fibre,vitamina A e B. In aggiunta, si rivela una miniera di alcuni sali minerali (ferro, potassio), così come i suoi semi.

Cucinare la ZUCCA è piuttosto facile perché è tra gli alimenti più versatili in cucina, dove viene utilizzata molte bene nella preparazione di ricette sia dolci che salate. Qualsiasi sia la preparazione per la quale si vuole utilizzare, è importante rispettare qualche accorgimento, al fine di conservare intatte tutte le proprietà che questo ricco ortaggio ci offre: il metodo migliore per cucinare la zucca è certamente quello di cuocere la sua polpa AL VAPORE, ma anche la COTTURA AL FORNO, procedura molto utilizzata, può andare bene.

Sconsigliata la lessatura perché vengono spesso persi molti dei principi attivi, per cui se si vuole usare questo metodo di cottura è bene accorciare molto i tempi, giusto il tempo di ammorbidire leggermente la polpa.

Infine, la zucca può anche essere mangiata CRUDA, sia spremendo la polpa al fine di ottenere un succo, oppure mischiata a piccoli pezzi ad una insalata.

Come scegliere una buona ZUCCA?

Per acquistare una buona zucca, è necessario scuoterla: se suona “a vuoto” è ok, altrimenti non sarà tra le migliori. Se si decide di comprare una zucca fatta a pezzi è opportuno invece dare un’occhiata alla polpa, che deve essere bella piena e ricca. Se conservata in un luogo fresco, asciutto e buio può mantenersi per mesi. Se privata della buccia, invece, la zucca si può tenere in frigorifero per diversi giorni, opportunamente avvolta in una pellicola, al fine di evitare la disidratazione dell’ortaggi. Può anche essere congelata, ma in tale caso è necessario tagliarla a cubetti e sbollentarla, prima di porla alle basse temperature.

 A voi la scelta della ricetta migliore.

Benvenuto AUTUNNO!

L’ AUTUNNO è la stagione più magica dell’anno quando frutta, verdura e prodotti del sottobosco sono ancora sfiorati dal sole e regalano ai buongustai prodotti con una ricca varietà di sapori e colori.

Con l’arrivo di questa fresca stagione è più piacevole stare ai fornelli, cucinare ricette con cotture più lunghe e portare in tavola piatti sostanziosi e dai gusti decisi anche perchè l’autunno porta con se tantissimi ingredienti da utilizzare in cucina.

Cachi, fichimelagrana, uva, tutti ingredienti versatili e dalle mille sfumature che possono far nascere piatti sfiziosi. Pensiamo alla zucca e ai vari tipi di broccoli o alla barbabietola.

Dolce, salato, acido, amaro. Anche in questa stagione la natura ci offre tutto il necessario per tante deliziose creazioni sia dolci che salate. E poi ci sono i FUNGHI e il loro re, il tartufo bianco.

Uno dei frutti di stagione tipicamente autunnali sono le castagne: dolci e gustose, le castagne possono essere utilizzate per comporre favolosi dessert ma anche piatti salati ideali per cene e pranzi gourmet.

Con tutti questi ingredienti possiamo dire con certezza che l’autunno si tinge di colore anche a tavola.


Le ricette di Mirco: come fare la Sapa di Fico d’India.

La sapa di fichi d’India si prepara nel mese di settembre, quando il frutto ha raggiunto una maturazione ottimale, e in antichità sostituiva la sapa di mosto d’uva. Un tempo i poveri, non potendo permettersi la coltivazione di vigneti, non disponevano del mosto; con i fichi d’india potevano realizzare quei dolci tradizionali (in particolare il pan’e saba) che si basano su quest’ingrediente. 

INGREDIENTI: per 1 kg di sapa

  • 5 kg di fichi d’india puliti
  • La scorza secca di 2 arance
  • Un mazzetto di infiorescenza di finocchietto selvatico

COME PROCEDERE:

Eliminare la scorza del frutto iniziando dalle due estremità, incidere centralmente il fico d’india e prelevare il frutto. Pulite tutti e cinque i kg. Mettete la polpa in una pentola capiente e proseguite con la prima cottura a fuoco medio-basso per 40 minuti circa.

Versate il succo privo dei semi all’interno della pentola, aggiungete la scorza essiccata di arancia e il finocchietto, fate cuocere a fuoco medio per 7 ore. Trascorso il tempo di cottura, il prodotto si ridurrà di un quinto, raggiungendo una densità ideale per essere utilizzato come ingrediente per la pasticceria tipica regionale.

Versate il prodotto ancora caldo nei vasetti in vetro precedentemente sterilizzati, chiudete ermeticamente con il tappo e capovolgete il contenitore fino a raffreddamento del prodotto affinché avvenga il processo di conservazione.

Se i passaggi della conservazione sono fatti correttamente, la sapa avrà una durata tra i 2 e i 4 anni.

Alla prossima ricetta.